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17 giugno 2009

Da un mese volevo scrivere questo post, dal 15 maggio, anniversario dell’incidente, incredibile, che risultò fatale per l’indimenticabile amico Umberto. Ho preferito aspettare la fine della campagna elettorale, per motivi facilmente intuibili.

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.
Immanuel Kant, Critica della Ragion Pratica, 1788

19 ottobre 2008. Umberto ci aveva lasciato da poche ore. Marilisa si avvicinò e mi chiese: “Giuseppe quale frase potrebbe rappresentare bene la vita di Umberto?”. Per un momento, rimasi stordito dalla domanda. In quel luogo, in quel posto, in quel momento, quella domanda mi spiazzò completamente. “Fammi pensare un attimo”, risposi. Già solo dopo qualche secondo, iniziarono ad emergere dalla memoria le parole di Kant.

Trascorsero pochi minuti. Ci pensai bene. Si, “Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me” erano le parole adatte. Le migliori che avessi potuto trovare. Ma non avevo dovuto fare alcuno sforzo: quelle parole erano affiorate alla mia memoria da sole, quasi per magia.

Eravamo a Sant’Angelo dei Lombardi (AV), all’ospedale, nel peggiore dei reparti. Quello da cui non si torna più.

Per qualche istante, dimenticai dove mi trovavo. La memoria corse velocissima all’estate 1995, ad un falò sulla spiaggia in costiera amalfitana. La spiaggia era piena di ragazzi e ragazze. Era illuminata a giorno dai falò. Si respirava un clima di festa e di spensieratezza assoluta. Le chitarre echeggiavano, insieme a cori di ragazze e a cantanti improvvisati. Si arrostivano salsicce, si cantava, si ballava, si mangiava, si beveva, in un crescendo contagioso di allegria.

Umberto, steso su un’asciugamano a contemplare un bellissimo cielo stellato, ad un certo punto mi chiese: “Giusè, te lo ricordi Kant?”. Certo che lo ricordavo. Delle magistrali lezioni del professore Giovanni Sasso al liceo, molto era rimasto. “Si, si, ricordo bene”, risposi.

E lui, senza esitazioni, con il suo tono ironico e con la consueta flemma, che contrastava con il clima di schiamazzi che imperava sulla spiaggia, a bruciapelo affermò che il cielo stellato c’era, ed il resto pure.

“Eh eh, il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me, o no?”, aggiunse. E sorrise. Ricordo come se fosse ieri.

La frase di Kant ci accompagnò altre volte, sempre in situazioni di assoluta allegria e goliardia. Due o tre volte all’anno, io, Umberto, Salvatore e Alfredo organizzavamo la “nostra” uscita, stile “Amici miei”, con goliardate assurde se ci penso adesso.

Erano le nostre serate. Serate sempre concluse con il nostro rituale storico, che non posso svelare qui, ma che ci ha accompagnato per quindici anni. Una delle ultime volte che organizzammo una “serata”, complice il cielo stellato, Umberto non potè fare a meno di ripensare e di pronunciare ancora una volta le parole di Kant.

Quando mi chiesero, nel buio di quel reparto di ospedale, quali parole rappresentassero meglio Umberto, non potevo avere dubbi.
Mi resta impresso, forte, il contrasto stridente tra la cupezza di quel reparto di ospedale e la gioia dei momenti in cui le parole di Kant furono pronunciate.
Mi resta il ricordo, indelebile, di chi sapeva cogliere gli aspetti più nascosti delle cose e ne sapeva apprezzare il valore.
Mi resta la certezza, assoluta, che Umberto avesse forte e stretta dentro di sè la legge morale.

Innata, forte ed inscalfibile.

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Autore: MR
10 giugno 2009

Il mondo gira, continua a girare, gira come un pazzo.
Si continua a vivere, a sorridere, a morire, a nascere.
Si continua a soffrire.
I giorni sono pesanti fardelli che si trascinano stanchi, disperati,
faticosi, interminabili.
Perchè il mondo non si ferma ogni volta che muore una persona amata?
Perchè non si è fermato con i tuoi dolci pensieri, con i tuoi grandi occhi misteriosi,
con la tua tenera durezza?
Continuare a sopravvivere, ad inaridirsi, a spegnersi lentamente.
Perchè non si è fermato tutto con te?
Ma……tutto si è fermato con te…..tutto gira a vuoto.

Maria Rosaria

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Autore: Chiara
3 giugno 2009

Se conoscessi il mistero immenso
del Cielo dove ora vivo,
questi orizzonti senza fine,
questa luce che tutto investe e penetra,
non piangeresti se mi ami!
Sono ormai assorbito nell’ incanto di Dio
nella sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono cosi’ piccole al confronto!
Mi è rimasto l’amore di te,
una tenerezza dilatata
che tu neppure immagini.
Vivo in una gioia purissima.
Nelle angustie del tempo
pensa a questa casa ove un giorno
saremo riuniti oltre la morte,
dissetati alla fonte inestinguibile
della gioia e dell’ amore infinito.
Non piangere se veramente mi ami!

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Autore: MR
2 giugno 2009

..Ovunque hai scritto lettere:
fà che sappia leggere la tua firma dolce
nell’erba dell’aiuola pettinata,
la tua firma forte nell’acqua del mare agitata.
Hai lasciato le tue impronte digitali:
fà che sappia vederle nei puntini delle coccinelle
nel brillio delle stelle.
..insegnami a fermarmi:
l’anima vive di pause;
insegnami a tacere:
solo nel silenzio si può capire
ciò che è stato concepito in silenzio..

E penso a te. E mi manchi.
Maria Rosaria

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