Archivio per ◊ aprile, 2010 ◊

Autore: MR
28 aprile 2010

Pace! grida la campana,
Pace! La campana suona
ma lontana, fioca. Là
anche se distante, nevica. Laggiù
un marmoreo cimitero
si erge un freddo sepolcreto,
sorge, su cui l’ombra tace:
su cui si cela l’oscurità:
e ne sfuma al cielo nero
e si confonde con la grigia volta celeste
un chiarore ampio e fugace.
una tenue luce estesa e passeggera.
Pace! pace! pace! pace!
Pace! pace! pace! pace!
nella bianca oscurità.
nella notte candida.
[G. Pascoli - Notte di neve]

Lo so questo è il tuo spazio.
Perdonaci se ogni tanto andiamo fuori tema!
So che non ti arrabbi.
E poi so che papà ti avrà insegnato finalmente
a giocare, anzi ad imbrogliare, a Scala Quaranta.
Quando scoprimmo che papà era malato,
io e te stavamo insieme da poco.
E tu sei stao sempre presente ma con la tua consueta discrezione.
Non avrei mai e poi mai creduto di dovermi “abituare”
prima alla tua assenza e poi a quella di papà.
E non ci si abitua. Non ci si rassegna.
Mi mancano le tue battute e quelle di papà.
Mi manca il tuo amore e quello di mio padre.
In modo diverso, ma vi assicuro che mi mancate tanto.
In questo tempo mi chiedo spesso
se avranno mai fine il dolore dell’anima,
la sofferenza, la tristezza, gli attacchi di pianto,
improvvisi ed incontrollabili.
La serenità, il silenzio
si avranno solo con la morte o c’è altro rimedio?
Maria Rosaria

Autore: Amalia
22 aprile 2010

Caro uccellino che volando vai,
il babbo mio di certo tu vedrai:
digli che e’ tanto buono il suo bambino,e che spesso gli manda un bacino,digli che gli vuol bene e che gli e’sempre vicino,vola,uccellino,vola.

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Autore: Amalia
21 aprile 2010

Quanto piccolo puo’essere il dolore?Quanto rumore fa una foglia che cade?Quante domande non avranno mai una risposta?Domande che tu con schegge di diamante risplendi l’ignoranza e niente piu’ che vaga cercando chiavi per deserti.

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Autore: MR
19 aprile 2010

L’amore non si vede in un luogo e non si cerca con gli occhi del corpo.
Non si odono le sue parole e quando viene a te non si odono i suoi passi.
Sant’Agostino.


Oggi è il giorno 19. Sono 18 mesi che non ci sei più.
E’ un tempo infinito.
Sarà la vera e propria fatica di vivere quotidianamente
che rende il tempo allungato.
Sarà che i violenti ricordi si presentano all’improvviso,
senza avvisare, ti riportano a quella notte, a quei mesi.
Quella notte, così lontana, ma anche così viva e vicina.
Sarà che questo è il nostro mese,
è il nostro mese,
e rileggere ciò che scrivevi per me
i primi giorni, mi provoca ancora i crampi allo stomaco.
Oggi come allora.
Te lo ricordi,
“lasciamocelo questo mondo alle spalle”
E come dimenticarlo?
Alcune frasi erano tutte nostre.
Solo io e te potevamo capire.
Io il mondo alle spalle senza di te,
è come se l’avessi lasciato davvero.
E’ sopravvivere. Fuori dal mondo.
E lentamente inaridisco e muoio.
Mi manchi amore mio.
Mi manchi come fosse ieri.
Maria Rosaria

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Autore: Amalia
13 aprile 2010

I sogni sono come le stelle,basta alzare gli occhi e sono sempre la’.rimani sempre uno dei miei sogni perche’ sei sempre la’.rimani sempre la mia stella,solo cosi’ riesco ad essere sempre forte come tu vuoi.

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Autore: MR
11 aprile 2010

…Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti…
[LE FOGLIE MORTE - Jacques Prévert]

Vedi non ho dimenticato,
non dimentico un solo giorno,
un solo ricordo, una sola data
del tempo trascorso insieme.
Non posso, ancora no…
Tu ci rimproveri dall’alto,
ci fai sapere che stai bene.
Lo sappiamo che stai bene,
ma noi no. Ancora no.
E quanto durerà quest’ancora no?!
E chi lo sa. Anzi, lo so.
In un modo o in un altro, per sempre.
Ti penso amore mio.
Maria Rosaria

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Autore: Amalia
9 aprile 2010

Il volo della mente:incessante,instancabile,senza meta e senza confini ,senza vertigini, e maestoso come un’aquila eterna.

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Autore: MR
8 aprile 2010

L’8 aprile 2007 era la domenica di Pasqua.
Ricordo che Umberto quella sera si presentò al nostro appuntamento
del tardo pomeriggio, elegantissimo: abito blu, cravatta, soprabito.
In genere ero io che lo prendevo in giro per il modo di vestirsi,
in quell’occasione mi feci piccola piccola.
Giustificò subito la sua eleganza, era Pasqua, era stato a suonare
all’Incoronata, a pranzo da parenti. Non aveva avuto il tempo
di tornare a casa a cambiarsi.
Erano già un paio di mesi che uscivamo insieme, certo non tutte le sere, anzi!
Eravamo anche in Quaresima, e come diceva lui,
bisognava meditare, pregare, digiunare…etc etc
Tra il dire serio e scherzoso, come era suo solito.
Quella sera facemmo una passeggiata, prendemmo il caffè e
ci sedemmo a lungo sulle panchine del lungomare di Salerno a chiacchierare.
Nonostante i numerosi venditori di rose, riuscì a non comprarmene neanche una!
Era unico! Ed anche divertente per come riusciva a svincolarsi,
da me e dal venditore di turno!
Non era molto tardi quando mi riaccompagnò all’auto,
il Lunedì in Albis e martedì dell’Incoronata
erano giorni “faticosi” per lui, a suonare al Santuario già dal mattino presto.
Mi aveva detto che la pastiera di grano era il suo dolce preferito.
Quella sera ne avevo preparata una piccola solo per lui.
Prima di salutarci, tirai fuori la pastiera.
Confessai subito che di mio c’era solo la presentazione:
vassoio, tovagliolo, zucchero a velo, confezione.
Il resto l’avevo lasciato alle mani esperte di mia madre, onde evitare brutte figure.
Si burlò un pò di me, ma quando l’aprì,
mi ringraziò, mi guardò imbarazzatissimo.
E non so se fu per la pastiera di grano,
ma quella sera, in quel momento ci siamo scambiati il primo bacio.
Il primo di tanti e lunghi baci. Era unico.
Ed ovviamente facemmo tardissimo.
Umberto tu lo sai bene che sarei stata pronta a darti l’AMORE vero per sempre,
quello che non vuole nulla in cambio, che fa di tutto per comprendere, capire l’altro,
che è pronto a rinunciare a qualsiasi cosa pur di stare insieme.
So che avresti fatto lo stesso anche tu.
Abbiamo avuto il tempo di innamorarci l’uno dell’altro.
Di conoscerci abbastanza per adorarci.
E poi basta. Non c’è stato concesso altro.
Se non tanto dolore fisico e morale.
Un film a cui si rompe la pellicola prima della fine del secondo tempo.
Una corda di violino che si spezza prima della fine dello spartito.
Un romanzo rimasto incompiuto.
Nessun litigio, nessuna incomprensione, nessuna ombra ad oscurare il nostro amore,
il nostro stare insieme, il nostro rapporto.
Ed è per questo che non passa?
Che è così difficile rassegnarsi, credere in un pò di serenità che verrà?
E poi la dura lotta quotidiana contro la superficialità,
la stupidità delle persone.
Adesso basta, la vita va avanti, ti stai ammalando, lascialo riposare in pace,
tu sei giovane…e tanto ancora.
Umberto avessi avuto il tempo di trovarti qualche difetto,
o di non amarli come i tuoi grandi pregi,
la sincerità, l’intelligenza, l’umiltà. E tanto ancora.
Sarebbe più facile? Sinceramente non lo so,
ma te lo prometto, ti lascerò volare via.
E non lo dimentico amore mio il nostro anniversario, il secondo senza di te.
Non lo dimenticherò mai. Maria Rosaria

Autore: Amalia
2 aprile 2010

Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro. Tu sei la mia stella

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Autore: MR
1 aprile 2010

Ma in fondo son parole
che il giorno che ti ho perso
chissà che cada a pezzi
l’universo
e non farei che dire
e non saprei che fare
di tutti i giorni che ti ho detto amore.

Di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ho pensato amore
di tutti i giorni che ho inventato amore
sognato amore
cantato amore
di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ti ho scritto amore
piccolo amor non c’è niente al mondo
più grande in fondo
di questo amore…
[Piccolo amore - Roberto Vecchioni]

Siamo ad Aprile amore mio.
Maria Rosaria

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