Archivio per il tag ◊ Senso della vita ◊

Autore: MR
28 agosto 2010

…Che cosa resterà di me? Del transito terrestre?
Di tutte le impressioni che ho avuto in questa vita?…
[Franco Battiato - Mesopotamia]
Ed anche per questo, grazie.

Maria Rosaria

Autore: MR
13 agosto 2010

Ferie, riposo, mare, sole, un comodo lettino…
Amici estivi che fanno anche ridere di gusto tra scherzi e battute.
Ma oggi, una tristezza persistente, insistente.
Ed ecco che leggendo il giornale,
scoppia il ricordo, scoppiano le lacrime.
Insistenti, inarrestabili.
Ricordi quando, raggirandomi, mi hai fatto
imboccare la Caserta-Roma? non avrei mai voluto guidare
su quell’autostrada, mi faceva paura, non mi sentivo capace.
Quando mi hai fatto guidare la tua auto, dicendo che eri troppo stanco?
Non eravamo neanche dalle nostre parti,
non l’avrei mai fatto, avevo paura.
E tutte le volte che ti sei lasciato cullare dalla mia auto,
dicendo che non ce la facevi, che avevi lavorato troppo?
Mi vergognavo un pò, non mi sentivo molto capace.
Te le ricordi tutte le iniezioni di fiducia che hai cercato di darmi?
Dalle cose più stupide alla più serie.
Adesso non mi rimprovera più nessuno dolcemente come facevi tu.
La voce ferma e decisa, ma con le formichine nello stomaco,
con la dolcezza negli occhi. E penso a te.
E più mi convinco che eri speciale davvero,
e mi chiedo ancora, sempre, che senso ha, perchè?
E lo sai come guido adesso vero? da ritiro patente!
Maria Rosaria

Categoria: Ricordi  | Tags: ,  | Lascia un commento
Autore: MR
30 luglio 2010

E’ venerdì sera. Finito l’orario di lavoro.
Ci salutiamo, a lunedì. Ci vediamo alla riapertura!
Si torna a casa. Si torna in famiglia, per il fine settimana, per le vacanze.
La sensazione di tristezza che mi accompagna,
si fa più intensa. Ed ecco che scendono da sole,
rigandomi il viso.
So che non potrò chiamarti per fare appuntamento con te.
So che domani o domenica non potremo andare al mare insieme.
Non potremo partire per le vacanze.
La sensazione di vuoto, di solitudine, non si colma.
E neanche papà a prendermi in giro per l’abbronzatura a macchie,
per i miei costumini. Mi manchi.
E penso a te, mi manchi amore mio.
Maria Rosaria

Autore: MR
12 luglio 2010

…e queste ferite, quante volte cominciano a sanguinare di nuovo.
E mi manchi amore mio. Mi manchi davvero tanto.
Maria Rosaria

Categoria: Ricordi  | Tags: ,  | Lascia un commento
Autore: MR
15 giugno 2010

Io sono folle, folle,
folle di amore per te.
Io gemo di tenerezza
perchè sono folle, folle,
perchè ti ho perduto.
Stamane il mattino era sì caldo
che a me dettava quasi confusione,
ma io ero malata di tormento
ero malata di tua perdizione.
[Alda Merini - Vuoto D'Amore]

E’ vero amore mio,
ho un vuoto, un vuoto d’amore.
Più che vuoto lo chiamerei abisso.
Ancora, di nuovo, per sempre.
Quante cose avremmo potuto fare insieme.
Quanta strada avremmo percorso.
Avremmo potuto sposarci e stare insieme,
sempre. Per sempre.
Sposarsi è facile, restare insieme
terribilmente difficile.
Ne abbiamo parlato tante volte.
Avremmo potuto avere un figlio,
eri riuscito anche in questo.
Avevi già deciso tutto,
sesso e nome per il primo,
sesso e nome per il secondo.
Ho sempre avuto paura di diventare mamma.
Ne abbiamo parlato tante volte.
Ma con te vicino non avrei avuto paura di niente.
Quante cose avremmo potuto e voluto fare insieme.
E invece. Eccomi qui.
Da sola ad affrontare i giorni.
Basta poco a mandare in frantumi
quest’equilibrio così fragile ed apparente
che cerco di ricostruire ogni giorno.
Una delusione, una grande ferita
e devo ricominciare tutto daccapo.
Umberto ci sono giorni che getterei la spugna.
Maria Rosaria

Autore: MR
15 giugno 2010

Ieri ho visto la mia prima partita di calcio senza mio padre.
E anche in questo caso, non avrei mai creduto che ai Mondiali 2010
non ci sarebbe stato il babbo e non ci saresti stato TU.
E’ stata la partita più triste che abbia mai visto.
A voi hanno messo lo schermo gigante? Vi penso, mi mancate.

Maria Rosaria

Categoria: Ricordi  | Tags: ,  | Lascia un commento
Autore: MR
19 maggio 2010

Vorrei essere come l’acqua
che si lascia andare,
che scivola su tutto,
che si fa assorbire,
che supera ogni ostacolo
finche’ non raggiunge il mare
e li si ferma a meditare
per scegliere
se esser ghiaccio o vapore,
se fermarsi o
se ricominciare…
[La canzone dell'acqua - E. Finardi]

Ed invece io non scivolo, non mi lascio assorbire,
mi fermo, mi fermo solo a meditare…e basta.
Mi fermo. Non son capace di andare avanti,
guardar oltre. Ho paura. Di tutto, di tutti.
Sono due anni amore mio, due anni di inferno.
Mi spieghi come si fa ad andare avanti?
Perchè mi hai lasciata qui da sola?
Io mi sono persa, smarrita, brancolo ancora nel buio.
Me la tendi una mano da lassù, riesci a guidarmi?
Non mi senti quando ti chiamo, devo urlare più forte?
Mi manchi, ti penso e tu pensami.
Maria Rosaria

Autore: MR
28 aprile 2010

Pace! grida la campana,
Pace! La campana suona
ma lontana, fioca. Là
anche se distante, nevica. Laggiù
un marmoreo cimitero
si erge un freddo sepolcreto,
sorge, su cui l’ombra tace:
su cui si cela l’oscurità:
e ne sfuma al cielo nero
e si confonde con la grigia volta celeste
un chiarore ampio e fugace.
una tenue luce estesa e passeggera.
Pace! pace! pace! pace!
Pace! pace! pace! pace!
nella bianca oscurità.
nella notte candida.
[G. Pascoli - Notte di neve]

Lo so questo è il tuo spazio.
Perdonaci se ogni tanto andiamo fuori tema!
So che non ti arrabbi.
E poi so che papà ti avrà insegnato finalmente
a giocare, anzi ad imbrogliare, a Scala Quaranta.
Quando scoprimmo che papà era malato,
io e te stavamo insieme da poco.
E tu sei stao sempre presente ma con la tua consueta discrezione.
Non avrei mai e poi mai creduto di dovermi “abituare”
prima alla tua assenza e poi a quella di papà.
E non ci si abitua. Non ci si rassegna.
Mi mancano le tue battute e quelle di papà.
Mi manca il tuo amore e quello di mio padre.
In modo diverso, ma vi assicuro che mi mancate tanto.
In questo tempo mi chiedo spesso
se avranno mai fine il dolore dell’anima,
la sofferenza, la tristezza, gli attacchi di pianto,
improvvisi ed incontrollabili.
La serenità, il silenzio
si avranno solo con la morte o c’è altro rimedio?
Maria Rosaria

Autore: MR
8 aprile 2010

L’8 aprile 2007 era la domenica di Pasqua.
Ricordo che Umberto quella sera si presentò al nostro appuntamento
del tardo pomeriggio, elegantissimo: abito blu, cravatta, soprabito.
In genere ero io che lo prendevo in giro per il modo di vestirsi,
in quell’occasione mi feci piccola piccola.
Giustificò subito la sua eleganza, era Pasqua, era stato a suonare
all’Incoronata, a pranzo da parenti. Non aveva avuto il tempo
di tornare a casa a cambiarsi.
Erano già un paio di mesi che uscivamo insieme, certo non tutte le sere, anzi!
Eravamo anche in Quaresima, e come diceva lui,
bisognava meditare, pregare, digiunare…etc etc
Tra il dire serio e scherzoso, come era suo solito.
Quella sera facemmo una passeggiata, prendemmo il caffè e
ci sedemmo a lungo sulle panchine del lungomare di Salerno a chiacchierare.
Nonostante i numerosi venditori di rose, riuscì a non comprarmene neanche una!
Era unico! Ed anche divertente per come riusciva a svincolarsi,
da me e dal venditore di turno!
Non era molto tardi quando mi riaccompagnò all’auto,
il Lunedì in Albis e martedì dell’Incoronata
erano giorni “faticosi” per lui, a suonare al Santuario già dal mattino presto.
Mi aveva detto che la pastiera di grano era il suo dolce preferito.
Quella sera ne avevo preparata una piccola solo per lui.
Prima di salutarci, tirai fuori la pastiera.
Confessai subito che di mio c’era solo la presentazione:
vassoio, tovagliolo, zucchero a velo, confezione.
Il resto l’avevo lasciato alle mani esperte di mia madre, onde evitare brutte figure.
Si burlò un pò di me, ma quando l’aprì,
mi ringraziò, mi guardò imbarazzatissimo.
E non so se fu per la pastiera di grano,
ma quella sera, in quel momento ci siamo scambiati il primo bacio.
Il primo di tanti e lunghi baci. Era unico.
Ed ovviamente facemmo tardissimo.
Umberto tu lo sai bene che sarei stata pronta a darti l’AMORE vero per sempre,
quello che non vuole nulla in cambio, che fa di tutto per comprendere, capire l’altro,
che è pronto a rinunciare a qualsiasi cosa pur di stare insieme.
So che avresti fatto lo stesso anche tu.
Abbiamo avuto il tempo di innamorarci l’uno dell’altro.
Di conoscerci abbastanza per adorarci.
E poi basta. Non c’è stato concesso altro.
Se non tanto dolore fisico e morale.
Un film a cui si rompe la pellicola prima della fine del secondo tempo.
Una corda di violino che si spezza prima della fine dello spartito.
Un romanzo rimasto incompiuto.
Nessun litigio, nessuna incomprensione, nessuna ombra ad oscurare il nostro amore,
il nostro stare insieme, il nostro rapporto.
Ed è per questo che non passa?
Che è così difficile rassegnarsi, credere in un pò di serenità che verrà?
E poi la dura lotta quotidiana contro la superficialità,
la stupidità delle persone.
Adesso basta, la vita va avanti, ti stai ammalando, lascialo riposare in pace,
tu sei giovane…e tanto ancora.
Umberto avessi avuto il tempo di trovarti qualche difetto,
o di non amarli come i tuoi grandi pregi,
la sincerità, l’intelligenza, l’umiltà. E tanto ancora.
Sarebbe più facile? Sinceramente non lo so,
ma te lo prometto, ti lascerò volare via.
E non lo dimentico amore mio il nostro anniversario, il secondo senza di te.
Non lo dimenticherò mai. Maria Rosaria

Autore: MR
18 marzo 2010

Voglio farti una domanda.
Sono trascorsi quasi due anni dal tuo incidente
e quasi un anno e mezzo dalla tua scomparsa.
Sono quasi due anni che piango quasi tutti i giorni.
Come ho già scritto altre volte, continuo a sopravvivere,
ma anche a trascinarmi dietro questa zavorra
che sembra diventare ogni giorno più pesante.
Il mondo non si è fermato, purtroppo, quando ti sei addormentato.
Continua a girare, e gira storto!
Continuo sicuramente a commettere tanti errori
nella gestione della vita quotidiana!
E continuo a chiedermi, che continuo a fare?! Ma sono ancora qui.
Scendo, salgo, precipito. Lavoro, vivo, sopravvivo, sorrido.
Alcune volte non lo trovo neanche giusto, ridere sorridere,
mentre la tua foto, il tuo abito scuro con la cravatta rossa
contrastano con quel marmo bianco.
Ma il mio sorriso è una una smorfia del viso,
un’espressione passeggera come un soffio di vento.
Non pretendo di essere felice, non ho mai creduto nella felicità ed ora meno che mai.
Non voglio l’amore, perché quello con la A maiuscola l’ho conosciuto con te.
Non voglio ricchezza, quella non mi è mai interessata.
Ed ecco, Umberto, questa è la mia domanda:
Riuscirò mai più a sorridere con il cuore?
Riuscirò a trovare un po’ di pace, un po’ di serenità?
O dovrò continuare ad aspettare una notte finalmente serena e senza risveglio?

Penso a sere come questa, quando non mi viene dato di vivere (by Olaf Bull)
Maria Rosaria