Il 15 maggio 2008

E’ arrivato questo maledetto giorno. E’ già passato un anno.
Ma i ricordi di quella notte sono ancora vivi, presenti.
Umberto che non risponde allo squilletto. Non è da lui.
Umberto che non risponde alla prima, seconda, terza, quarta…..telefonata. Non è da lui.
E non c’era bisogno che arrivassero le ore 2.30 del 15 maggio 2009,
per ricordare l’angoscia che cresce dentro.
Per ricordare il brivido, quando quella voce risponde al suo cellulare.
Non la sua bella voce, ma quella di uno sconosciuto, di un infermiere.
La Tac, un’incidente? Non ha importanza, lo vado a prendere e lo riaccompagno io a casa.
Ma in ospedale scopro una realtà diversa.  Scopriamo una realtà diversa.
L’inizio e la fine di tutto, per tutti noi.

Umberto aiutaci tu ad andare avanti,
guardaci, stai accanto a noi,
perchè è difficile, è faticoso, è doloroso
e le paure sono tante, i pensieri martellanti.
Ma il ricordo di te, della mia meravigliosa creatura, è dolce, divertente, unico.

Maria Rosaria

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