Anniversario

Convento Santa Maria degli Angeli,
Torchiati Montoro Superiore,
venerdì 19 Ottobre alle ore 19.00
per ricordarti insieme,
per ricordare ancora, e non solo, la tua umiltà.
Potevi parlare con chiunque,
un medico uno scienziato,
un muratore un imbianchino,
un passante un conoscente un amico….
Avresti capito ognuno di loro,
e ognuno di loro ti avrebbe capito.

vivete con gioia e semplicita’
state buoni se potete
tutto il resto e’ vanita’
tutto vanita’ solo vanita’
lodate il Signore con umilta’ a lui date tutto
l’amore nulla piu’ vi manchera’…

Maria Rosaria

E quando arriva la notte….

Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare
perché mi porto un dolore che sale, che sale…
Si ferma sulle ginocchia che tremano, e so perchè…

E non arresta la corsa, lui non si vuole fermare,
perché è un dolore che sale, che sale e fa male…
Ora è allo stomaco, fegato, vomito, fingo ma c’è

E quando arriva la notte
e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perchè…

L’8 aprile, il giorno di Pasqua…
questo era il nostro giorno,
tra qualche giorno mi sposo, ma
non posso e non voglio dimenticare.
Buon anniversario mio dolce Angelo.
Maria Rosaria

Un pensiero per te

“La grande luce che ci accompagna non finirà se la teniamo accesa,
e la luce ha bisogno solo di amore, di un grande infinito amore,
per non spegnersi”
[Hermann Hesse]
Non credere che me ne dimentichi. Non posso.
Buon anniversario.
Maria Rosaria

19 ottobre 2010

Ci siamo, sono passati due anni.
E sono qui a pensarti e a ricordarti.
…non dormo, ho gli occhi aperti per te…
E il pensiero non può non tornare a quella domenica mattina.
Lo squillo del telefono ore 7.25 ero in bagno
mi stavo preparando per venire da te a Sant’Angelo.
Uno shampoo che non dimenticherò.
Dopo qualche minuto mia madre e mio padre
aprono la porta, la loro faccia non mi piace,
ma non avrei mai immaginato di sentirmi dire,
Umberto se n’è andato.
Ma dove? nooo è a Sant’Angelo non in sala di rianimazione.
E siamo qui a pensarti ed amarti e a ricordarti, immutatamente.
Maria Rosaria

Gocce di memoria

Siamo di nuovo al 15 maggio. Sono trascorsi due anni da quella notte.
Siamo ancora qui a pensarti, a ricordarti e a ricordare.
E’ tutto cambiato, niente è come prima, neanche l’aria che si respira.
Ciò che non cambia è l’amore per te. L’unica certezza.

sono gocce di memoria
queste lacrime nuove
siamo anime in una storia
incancellabile…
e dimmi come posso fare
per raggiungerti adesso
per raggiungerti adesso
per raggiungere te…
siamo gocce di un passato
che non puo’ piu’ tornare
questo tempo ci ha tradito
e’ inafferrabile
raccontero’ di te
inventero’ per te
quello che non abbiamo
le promesse sono infrante
come pioggia su di noi
le parole sono stanche
ma so che tu mi ascolterai
[Gocce di memoria – Giorgia]

E per ricordare te, questa sera una messa inaspettata al Santuario dell’Incoronata.
Giovedì 20 maggio alle 18.30 invece alla Chiesa dell’Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno.
E non si dimentica. E non si può dimenticare.
Maria Rosaria

Lasciamoci il mondo alle spalle

L’amore non si vede in un luogo e non si cerca con gli occhi del corpo.
Non si odono le sue parole e quando viene a te non si odono i suoi passi.
Sant’Agostino.


Oggi è il giorno 19. Sono 18 mesi che non ci sei più.
E’ un tempo infinito.
Sarà la vera e propria fatica di vivere quotidianamente
che rende il tempo allungato.
Sarà che i violenti ricordi si presentano all’improvviso,
senza avvisare, ti riportano a quella notte, a quei mesi.
Quella notte, così lontana, ma anche così viva e vicina.
Sarà che questo è il nostro mese,
è il nostro mese,
e rileggere ciò che scrivevi per me
i primi giorni, mi provoca ancora i crampi allo stomaco.
Oggi come allora.
Te lo ricordi,
“lasciamocelo questo mondo alle spalle”
E come dimenticarlo?
Alcune frasi erano tutte nostre.
Solo io e te potevamo capire.
Io il mondo alle spalle senza di te,
è come se l’avessi lasciato davvero.
E’ sopravvivere. Fuori dal mondo.
E lentamente inaridisco e muoio.
Mi manchi amore mio.
Mi manchi come fosse ieri.
Maria Rosaria

Le foglie morte

…Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti…
[LE FOGLIE MORTE – Jacques Prévert]

Vedi non ho dimenticato,
non dimentico un solo giorno,
un solo ricordo, una sola data
del tempo trascorso insieme.
Non posso, ancora no…
Tu ci rimproveri dall’alto,
ci fai sapere che stai bene.
Lo sappiamo che stai bene,
ma noi no. Ancora no.
E quanto durerà quest’ancora no?!
E chi lo sa. Anzi, lo so.
In un modo o in un altro, per sempre.
Ti penso amore mio.
Maria Rosaria

La pastiera di grano

L’8 aprile 2007 era la domenica di Pasqua.
Ricordo che Umberto quella sera si presentò al nostro appuntamento
del tardo pomeriggio, elegantissimo: abito blu, cravatta, soprabito.
In genere ero io che lo prendevo in giro per il modo di vestirsi,
in quell’occasione mi feci piccola piccola.
Giustificò subito la sua eleganza, era Pasqua, era stato a suonare
all’Incoronata, a pranzo da parenti. Non aveva avuto il tempo
di tornare a casa a cambiarsi.
Erano già un paio di mesi che uscivamo insieme, certo non tutte le sere, anzi!
Eravamo anche in Quaresima, e come diceva lui,
bisognava meditare, pregare, digiunare…etc etc
Tra il dire serio e scherzoso, come era suo solito.
Quella sera facemmo una passeggiata, prendemmo il caffè e
ci sedemmo a lungo sulle panchine del lungomare di Salerno a chiacchierare.
Nonostante i numerosi venditori di rose, riuscì a non comprarmene neanche una!
Era unico! Ed anche divertente per come riusciva a svincolarsi,
da me e dal venditore di turno!
Non era molto tardi quando mi riaccompagnò all’auto,
il Lunedì in Albis e martedì dell’Incoronata
erano giorni “faticosi” per lui, a suonare al Santuario già dal mattino presto.
Mi aveva detto che la pastiera di grano era il suo dolce preferito.
Quella sera ne avevo preparata una piccola solo per lui.
Prima di salutarci, tirai fuori la pastiera.
Confessai subito che di mio c’era solo la presentazione:
vassoio, tovagliolo, zucchero a velo, confezione.
Il resto l’avevo lasciato alle mani esperte di mia madre, onde evitare brutte figure.
Si burlò un pò di me, ma quando l’aprì,
mi ringraziò, mi guardò imbarazzatissimo.
E non so se fu per la pastiera di grano,
ma quella sera, in quel momento ci siamo scambiati il primo bacio.
Il primo di tanti e lunghi baci. Era unico.
Ed ovviamente facemmo tardissimo.
Umberto tu lo sai bene che sarei stata pronta a darti l’AMORE vero per sempre,
quello che non vuole nulla in cambio, che fa di tutto per comprendere, capire l’altro,
che è pronto a rinunciare a qualsiasi cosa pur di stare insieme.
So che avresti fatto lo stesso anche tu.
Abbiamo avuto il tempo di innamorarci l’uno dell’altro.
Di conoscerci abbastanza per adorarci.
E poi basta. Non c’è stato concesso altro.
Se non tanto dolore fisico e morale.
Un film a cui si rompe la pellicola prima della fine del secondo tempo.
Una corda di violino che si spezza prima della fine dello spartito.
Un romanzo rimasto incompiuto.
Nessun litigio, nessuna incomprensione, nessuna ombra ad oscurare il nostro amore,
il nostro stare insieme, il nostro rapporto.
Ed è per questo che non passa?
Che è così difficile rassegnarsi, credere in un pò di serenità che verrà?
E poi la dura lotta quotidiana contro la superficialità,
la stupidità delle persone.
Adesso basta, la vita va avanti, ti stai ammalando, lascialo riposare in pace,
tu sei giovane…e tanto ancora.
Umberto avessi avuto il tempo di trovarti qualche difetto,
o di non amarli come i tuoi grandi pregi,
la sincerità, l’intelligenza, l’umiltà. E tanto ancora.
Sarebbe più facile? Sinceramente non lo so,
ma te lo prometto, ti lascerò volare via.
E non lo dimentico amore mio il nostro anniversario, il secondo senza di te.
Non lo dimenticherò mai. Maria Rosaria

Piccolo amore

Ma in fondo son parole
che il giorno che ti ho perso
chissà che cada a pezzi
l’universo
e non farei che dire
e non saprei che fare
di tutti i giorni che ti ho detto amore.

Di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ho pensato amore
di tutti i giorni che ho inventato amore
sognato amore
cantato amore
di tutti i giorni che ti ho detto amore
di tutti i giorni che ti ho scritto amore
piccolo amor non c’è niente al mondo
più grande in fondo
di questo amore…
[Piccolo amore – Roberto Vecchioni]

Siamo ad Aprile amore mio.
Maria Rosaria

La “tua” bellezza

…la tua leggerezza danzante
come al centro del tempo
e dell’eternità:
ho paura della fine
non ho più voglia di un inizio;
ho paura che gli altri
pensino a questo amore
come a un vizio;
ho paura di non vederti più,
di averla persa…
tutta la bellezza
che mi fugge via
e mi lascia in cambio
i segni di una malattia.
Tutta la bellezza
che non ho mai colto,
tutta la bellezza immaginata
che c’era sul tuo volto,
tutta la bellezza
se ne va in un canto,
questa tua bellezza
che è la mia
muore dentro un canto…
[La Bellezza – Roberto Vecchioni
]

Io continuo ad amarti e a pensarti,
e non è un vizio, un capriccio. Una malattia.
Maria Rosaria