Trigesimo

Dal Vangelo secondo Giovanni 12:24-26
In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore,
rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita,
la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.
Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore;
se uno mi serve, il padre l’onorerà.

Il granello di frumento cadendo muore ma non scompare, così restano
indelebili nel ricordo gli alti gradini di casa dello zio e della zia.
Ad accoglierci, il dolce sorriso di zia Maria e qualche battutina di spirito d zio Ciro,
che subito poi spariva in un’altra stanza. Riservato come sempre.
Inevitabilmente pensando allo zio non ho potuto non pensare a papà, zio Salvatore.
Due fratelli così simili nell’aspetto e nel carattere. Innamorati della vita, del lavoro e del mare.
Così gioiosi nel loro modi di fare, che erano fonte di allegria per chi gli stava accanto.
Tutti i loro gesti erano gesti di semplicità, generosità e amore verso gli altri.
Sempre pronti a tendere una mano a chiunque la chiedeva. Amanti della vita,
ma silenziosi nella malattia e poi nella more. Sono andati via così sussurrando,
guardando il cielo,
senza accorgersene, ci hanno volato dentro.
Sicuramente non esisterà giorno che non si senta la loro mancanza.
Sicuramente non esisterà giorno che non siano presenti nei nostri pensieri.
Quando una persona amata ci lascia, i primi giorni ci si sente attoniti increduli,
il dolore si materializza nei giorni successivi, l’unico desiderio è quello
di indossare un paio di ali  per raggiungere chi ci ha lasciati;
chi ci ha lasciati qui storditi nel dolore.
Ma quale consolazione più grande pensare, immaginarli di nuovo insieme,
felici di essersi incontrati di nuovo.
Forse a nuotare a giocare a scala quaranta o a prende in giro qualcuno.
Chi non c’è più è solo nascosto ai nostri occhi, è nascoso in un’altra stanza,
ma della loro presenza si respira l’aria.
Voglio concludere con la benedizione di San Francesco modificata a modo mio,
che è diventata da qualche anno una delle mie preghiere predilette.

Un saluto speciale a zio Ciro, a zia Maria, a papà, ad Umberto, a Gennarino, a Gregory.
Un abbraccio a tutti noi.

Il Signore ci benedica e ci custodisca. Mostri a noi il suo volto e abbia di noi Misericordia.
Volga a noi il Suo sguardo e ci dia Pace. Il Signore ci Benedica. Amen.

19 Maggio 2015 – Trigesimo Zio Ciro.
Maria Rosaria

 

 

 

Il giro

Eccoli, stanno arrivando….sono due tre, il resto tra un pò…Ormai quando passa il giro d’Italia succede sempre qualcosa dentro di me, qualcosa di particolare……

Muro di donne, di ragazzi, di uomini, contadini e borghesi, artigiani e signori, marinai,
preti, maestri e maestre di scuola con la scolaresca al completo. Vedemmo un domenicano
abbagliante. E tutti, al passaggio del Giro, come mossi da un vento, si piegavano avanti, e in
quell’attimo si udivano risa di gioia e grida e voci che chiamavano con amore, e incitavano, e
subito dopo piu’ niente: come un film vive solo in quell’attimo che attraversa lo schermo, quel
muro diventava umano solo nel tempo ch’era illuminato dal Giro. Poi ritornava muro, vento, memoria.

Anna Maria Ortese

Le tasche piene di sassi

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
vienimi a prendere
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di sassi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te…

Il fioretto

E’ Maggio,
prima il mese di Maria dei fioretti del salone internazionale del libro…
ora IL MESE, il meledetto mese, da dove finisce, da dove inizia tutto.
Ricordi i miei fioretti? quasi sempre pizza, dolci, cioccolata…
mi prendevi in giro, a te non piacciono i dolci vero!?
E ricordi il nostro ultimo fioretto? GELATO.
Quanti ne abbiamo mangiati insieme.
In realtà il fioretto era mio, tu non ci credevi molto,
ma avevi deciso di aspettarmi:
Tesoro lo mangio senza di te? no no ti aspetto.
Ma poi è arrivata quella notte.
E il gelato insieme non l’abbiamo più mangiato.
Perdonami, anche per questo.
E perchè mi dicono ancora,
eh per accompagnare te a casa,
e perdonami anche per questo,
perchè io non mi perdono.
Ti penso adesso e sempre.
Maria Rosaria

Vorrei esser come l’acqua

Vorrei essere come l’acqua
che si lascia andare,
che scivola su tutto,
che si fa assorbire,
che supera ogni ostacolo
finche’ non raggiunge il mare
e li si ferma a meditare
per scegliere
se esser ghiaccio o vapore,
se fermarsi o
se ricominciare…
[La canzone dell’acqua – E. Finardi]

Ed invece io non scivolo, non mi lascio assorbire,
mi fermo, mi fermo solo a meditare…e basta.
Mi fermo. Non son capace di andare avanti,
guardar oltre. Ho paura. Di tutto, di tutti.
Sono due anni amore mio, due anni di inferno.
Mi spieghi come si fa ad andare avanti?
Perchè mi hai lasciata qui da sola?
Io mi sono persa, smarrita, brancolo ancora nel buio.
Me la tendi una mano da lassù, riesci a guidarmi?
Non mi senti quando ti chiamo, devo urlare più forte?
Mi manchi, ti penso e tu pensami.
Maria Rosaria

Mai più noi due

Io non lo so se è meglio amarti invano o non amarti per niente
Io non lo so se non smetterai mai di mancarmi
Ma io non lo so e non lo voglio sapere ma sono condannata a pensarti per sempre
Mai più noi due
Mai più le tue labbra sulle mie
Mai più la forte intimità e la sensualità mai più
Oggi è un giorno qualunque, oggi si vive comunque e non so perchè
Il tempo impone distanze, il tempo è fatto di assenze e non c’è un perchè
Ma io non lo so e non lo voglio sapere ma sono condannata a pensarti per sempre
Mai più noi due
Mai più le tue paure con le mie
Mai più la forte intimità e la sensualità mai più
Mai più noi due
Mai più le tue promesse con le mie
Mai più la dolce ingenuità e la complicità mai più si,
lo so, lo so, lo so, che si vede che ho pianto ma, non si vede quanto
E per sempre, dopo un addio ti rimane dentro un leggero brusio
Mai più noi due
Mai più le tue paure con le mie
Mai più la forte intimità e la sensualità mai più
Mai più noi due
Mai più le tue emozioni con le mie
Mai più la dolce ingenuità e la complicità mai più
[Dolcenera – Mai più noi due]

E  penso a te.
E siamo a Maggio.
Maria Rosaria