2 Febbraio

La vita, se vogliamo chiamarla così, mi inaridisce l’anima.
Ho perso di vista le cose importanti. Non mi riconosco piu’.
Ho pochissime certezze, forse due tre, tra cui il mio angelo in terra
E sicuramente tu. Il ricordo e l’amore per te, per sempre.
Buon compleanno mio angelo in cielo.

Maria Rosaria 

Addio. Arrivederci.

Non scrivo piu’ come prima, è vero,
ma non credere che non ti pensi piu’ o che mi dimentichi di te!
Non puo’ accadere, mai. Sei con me sempre, anche in piccoli gesti, espressioni, ricordi.
E poi in momenti come questi, il ricordo è piu’ vivo e pungente.
Alfonso se n’è andato durante una partita di calcio una settimana fa;
il suo sorriso, nonostante le difficoltà, era per tutti.
Paolo è diventato sempre più piccolo fino a scomparire con i suoi soli quindici anni.
Eccolo, il dolore che ti accompagna nell’anima, esce fuori con tutta la sua violenza.
“Tu sai cosa si prova, mi puoi capire”….si lo so, lo sappiamo cosa si sente.
Anche se forse in questo caso, preferirei non capire.
La schiera di coloro che ci guardano dall’alto si è popolata di altri due Angeli.
Addio Alfonso, Addio Paolo. O arrivederci.

Maria Rosaria

Un posto, nel mio cuore

…Conosco un posto nel mio cuore,
dove tira sempre il vento per i tuoi pochi anni
e per i miei che sembran cento,
non c’è niente da capire basta sedersi ed ascoltare..
Maria Rosaria

Come tu mi vuoi

Come tu mi vuoi, io sarò.
dove tu mi vuoi, io andrò.
Se mi guida il tuo amore,
paura non ho,
per sempre io sarò come tu mi vuoi,
come tu mi vuoi, come tu mi vuoi…
Maria Rosaria

Addio Marco

Guardi quelle immagini, non è una finzione,
è tutto vero. Ti vengono i brividi.
Ti viene da piangere, ti vien voglia di spaccare il monitor.
Si può morire così, come Marco, come te?
C’è un nuovo profondo, doloroso, eterno abisso nel cuore di una famiglia,
di un amico, di una compagna…….
E tu, Umberto, hai un nuovo amico capellone a farti compagnia.

Maria Rosaria

L’Esplosione

E poi ci sono quei giorni, quei momenti, in cui il dolore
esplode come se fosse ieri. E non puoi controllarti, non ci riesci.
Non fa differenza dove sei, con chi sei. E’ come un terremoto, uno tsunami,
ti accorgi che sta arrivando quando è troppo tardi, non puoi farci niente.
Alcune volte l’esplosione ha un nome, Ospedale Ruggi D’Aragona prima di tutti,
è una canzone, un libro, un ricordo improvviso, un odore, un cartello stradale…
Oppure esplode da dentro senza un vero motivo, perchè si trova lì nell’anima,
fermo immobile immutabile.
E ti chiedi ancora, di nuovo, PERCHE’?
E senti ancora, di nuovo, di non farcela, di essere stanco,
che è una prova troppo grande per te, per me, per chiunque.

Maria Rosaria

L’incidente

Questa mattina [giovedì 17]
sono rimasta nel traffico per circa un’ora,
lungo la strada c’era un incidente:
quattro auto coinvolte, qualche ferito,
le auto accartocciate, le ambulanze.
Non posso non pensare alla tua auto, a quella notte.
“Viaggia la mente nei ricordi miei
viaggia avvolta nella nostalgia di te..
..Tempo che non invecchia
una fotografia…da allora
resta solo il vuoto dentro”

Dall’altra parte

“Sono semplicemente passato dall’altra parte”
Semplicemente!? Si è soli nel dolore.
Semplicemente e terribilmente soli.
Quanto mi manchi amore mio.
Maria Rosaria

Che cosa resterà di me

…Che cosa resterà di me? Del transito terrestre?
Di tutte le impressioni che ho avuto in questa vita?…
[Franco Battiato – Mesopotamia]
Ed anche per questo, grazie.

Maria Rosaria

Le tue iniezioni di fiducia

Ferie, riposo, mare, sole, un comodo lettino…
Amici estivi che fanno anche ridere di gusto tra scherzi e battute.
Ma oggi, una tristezza persistente, insistente.
Ed ecco che leggendo il giornale,
scoppia il ricordo, scoppiano le lacrime.
Insistenti, inarrestabili.
Ricordi quando, raggirandomi, mi hai fatto
imboccare la Caserta-Roma? non avrei mai voluto guidare
su quell’autostrada, mi faceva paura, non mi sentivo capace.
Quando mi hai fatto guidare la tua auto, dicendo che eri troppo stanco?
Non eravamo neanche dalle nostre parti,
non l’avrei mai fatto, avevo paura.
E tutte le volte che ti sei lasciato cullare dalla mia auto,
dicendo che non ce la facevi, che avevi lavorato troppo?
Mi vergognavo un pò, non mi sentivo molto capace.
Te le ricordi tutte le iniezioni di fiducia che hai cercato di darmi?
Dalle cose più stupide alla più serie.
Adesso non mi rimprovera più nessuno dolcemente come facevi tu.
La voce ferma e decisa, ma con le formichine nello stomaco,
con la dolcezza negli occhi. E penso a te.
E più mi convinco che eri speciale davvero,
e mi chiedo ancora, sempre, che senso ha, perchè?
E lo sai come guido adesso vero? da ritiro patente!
Maria Rosaria